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Denis Guerini “I Giorni Della Fionda”

marzo 1, 2013
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A cura di John Tag

I Giorni della Fiondaè il terzo ed ultimo album di Denis Guerini, un cantautore di Cremona che affonda le sue radici nei migliori esempi del cantautorato italiano e negli Chansonniers francesi.

Ha iniziato a 15 anni ad affacciarsi nel mondo della musica, suonando la batteria in uno dei tanti gruppetti rock, ma poi si spinge oltre, tentando la strada dell’etno rock con un gruppo chiamato Krosmos e del grunge con i Karnea. Ma è intorno al 2000 che la sua musica incomincia a maturare, avvicinandosi al jazz con l’ascolto Miles Davis e John Coltrane e facendo sperimentazione con il gruppo BettyBop nel 2003. Nel 2007 realizza Personaggi da Guardarail, nel 2009 L’Ultimo della Classee nel 2012  “I Giorni della Fionda.

Certamente Gaber, De Andrè, Ivano Fossati e Paolo Conte hanno influenzato non poco la sua arte, anche se non perde occasione per sottolineare il suo amore per il jazz attraverso l’uso di fiati che strizzano l’occhio ad una chitarra acustica usata in maniera più classica. Voce profonda e brani ispirati, musiche apparentemente semplici ma finemente arrangiate e i suoi testi criptici formano un’opera a tutto tondo, nata anche dall’esperienza teatrale dello stesso cantante, infatti alcuni dei 10 brani presenti nel disco hanno fatto parte, nel 2011, dello spettacolo “E’ facile smettere di essere ottimisti (se sai come farlo)”. Le sue parole e le sue melodie stimolano profondamente le sinapsi del nostro cervello, facendo tornare a galla ricordi gradevoli di antiche tradizioni, ma anche inconsce paure e oscure superstizioni. Riaffiorano calde atmosfere di una vita fatta di cose semplici, dimensioni lontane nel tempo, ma ancora presenti nella nostra infanzia o in nostre vite passate.

Da questo disco sono stati realizzati due video, la cui regia è di Elisa Tagliati:

“Luisa Sente le Voci”, in cui le immagini sottolineano la presenza di oscure e minacciose entità in un luogo di altri tempi.

L’Ipocondriaco“,dove con sottile ironia ed in maniera divertente viene rappresentata la nostra paura per la morte.

http://www.la-locomotiva.com/artisti.php?idArtista=37016

Tutte le band e gli artisti interessati ad ottenere recensioni e pubblicità sul nostro music blog possono scriverci ed inviare il materiale necessario (audio,video,foto,press kit,bio e links utili) all’indirizzo antipop.project@gmail.com ed essere così inseriti su Italy Mod Station!!!

il ritorno Paolo Galimberti, cantautore monzese

febbraio 19, 2013
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Paolo Galimberti,il cantautore di Monza ci presenta il suo nuovo singolo

By Nana Arima

disco paolo galimberti

Una ballata rock a metà tra il sentimento ed il gioco: questo è “Drink”, il nuovo singolo, con cui Paolo Galimberti torna sulla scena musicale, disponibile su ITUNES (https://itunes.apple.com/it/album/drink/id496789395?i=496789399).

Se ascoltate questa canzone e continuate a canticchiarla come è successo a me, allora vi propongo di ascoltare l’intera discografia disponibile sulla fanpage di facebook dell’artista: http://www.facebook.com/#!/pages/Paolo-Galimberti/168624839858446.

paolo galimberti live

Il primo è l’album che prende appunto il suo nome: PAOLO GALIMBERTI, diffuso sul web nel 2006.L’album contiene sette tracce: Un pensiero al tramonto, Dedicata, Sexy Shop, Al di là dei giorni miei, Se andiamo incontro, Un altro mistero e L’ingranaggio.

Il secondo è P.S. – POST SCRIPTUM, uscito nel 2010.L’album contiene otto tracce: Nessun programma, Il silenzio, Nuove possibilità, Viaggio nel tempo fantastico, Andrà meglio, Di ottima fattura, Senza avere un rimedio, Non possiamo farci niente.

 Quello di Paolo, e del suo amico fidato e fratello Sergio, è un insieme di lettere dal destinatario apparentemente ignoto ma in realtà sono per chi vuole recepirle e soprattutto apprezzarle. Traccia dopo traccia si ripercorrono storie e racconti fatti di rock e di ballad british il cui perno centrale sono sicuramente i sentimenti, ora più forti e profondi ora più leggeri e gioiosi.Confesso che una volta ascoltato tutto non sono più riuscita a staccarmene e continuavo a canticchiarle praticamente ovunque, questa è senza dubbio l’arma vincente di Paolo, un sound orecchiabile che richiama senza dubbio le sue influenze musicali che vanno dai Beatles ai Rolling Stones passando per Nirvana, RHCP, AC/DC, Guns’n’roses e tantissimi altri. Sia il singolo che entrambi gli album sono a par mio degni di attenzione, adatti sia per gli amanti delle melodie soft che per le anime più rock.Scegliere una traccia è veramente difficile, ma se posso suggerirne una su tutte dico senza dubbio “DEDICATA”, in vista di San Valentino una bellissima e romanticissima ballad sull’amore puro, da dedicare appunto….Nana Arima

PER INFO: www.paologalimberti.it


The Junction da Padova -“Let me out!”

febbraio 5, 2013
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band padova

the junction

“Let me out!” è il disco d’esordio della band padovana The Junction, un trio formato da Marco Simioni alla voce e Francesco Reffo  (chitarra, batteria e tastiera) e da Alberto Bettin al basso. Promossi con tanto di lode nonostante questa sia la loro prima esperienza!!  I Junction hanno tutte le carte in regola per farsi apprezzare dal pubblico, grazie soprattutto alla freschezza e alla vivacità delle loro canzoni che  non risultano mai banali; anzi riescono a trasmettere una forte vitalità e tanta voglia di divertirsi in tutto il loro espandersi. Come un’ondata d’aria fresca questo disco si presenta fiero e deciso, e una volta schiacciato il tasto “play ” non c’è verso di stopparlo. Pezzo dopo pezzo, lo si ascolta tutto d’un fiato. Se di questi tempi sembra alquanto difficile trovare una band emergente  o un disco che sappia conquistare, ebbene non è il caso di “Let me out!”. I Junction di Padova , infatti, hanno ben capito come sfruttare le loro potenzialità sfornando della musica oltre che qualitativa, “reattiva”; quel tipo di musica  e di  songwriting che ti fanno esclamare: “Hey, hai sentito come suona naturale questo pezzo?”. Che dire…, un lavoro molto  ben riuscito, partendo dall’ interessante copertina ,,,sino al contenuto che s’impone forte e diretto.Di provenienza sicuramente indie rock con venature pop/punk, i Junction non sono molto lontani dal modo di intendere la musica e l’arte tipico dei più disparati  gruppi tipici  “made in British invasion”; hanno alle spalle già innumerevoli performance, oltre che un tour in Inghilterra e  varie partecipazioni a radio e TV shows.

band padovano

Il primo singolo estratto è “Allison”, track che trasmette una gran voglia di ballare e di cantare a squarciagola . Quello dei Junction è un disco divertente, probabilmente post-moderno,  che dà spazio a ritmi travolgenti come in “Your Answer” o in “Betus’ Dance” ; ma anche  a ballate più introspettive  come “Sleeping Dancer”. Il giusto  connubio tra riff frizzanti e ritornelli orecchiabili è la conferma che i Junction sanno quello che vogliono e sanno come lo vogliono proporre: divertirsi e far divertire allo stesso tempo, il tutto rigorosamente su uno sfondo  e un mood spiritualmente “very rock n’ roll”. Chiara Callegari


Rock News Italia

gennaio 29, 2013
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Arrivano gli Hot Dog della romana Agoge Records, sorpresa piacevole e spensierata

novembre 21, 2012
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Sin da quando ho memoria la musica fa parte dei miei ricordi. Mi ha sempre evocato delle immagini. Quando, per la prima volta, collegate le cuffie al computer, ho ascoltato “My Generation” degli Hot Dog mi sono ritrovato più giovane di dieci anni; …esattamente mi ritrovo catapultato tra la fine delle scuole medie e l’inizio del liceo. Gli Hot Dog sono quattro ragazzi romani che dotati di passione e buona volontà sono riusciti a pubblicare “Death & Glory”, il primo album, l’ottobre scorso (dal quale sono tratti tutti e tre i brani disponibili in streaming sulla loro pagina facebook, e sul loro sito ufficiale http://hotdogband.yolasite.com/ ne è disponibile il download completo) . La band sta per uscire con il secondo disco, “Enemies” , previsto nel gennaio 2013 con Agoge Records, etichetta indipendente capitolina che sta sfornando varie band di un certo livello. Le sonorità di queste tracce mi hanno riportato in un adolescenza molto ben definitia: 12/14 anni ,Torino, si sentiva l’ House, la Techno, con i dj Gabri Ponte e Molinaro in testa, oppure si cercava di essere più innovativi e ribelli e allora si girava per le grandi catene di dischi il sabato pomeriggio alla ricerca di un gruppo punk rock….che tempi… Ovviamente non doveva eravamo troppo estremi…., gusti ancora troppo acerbi e i testi nemmeno li leggevamo….ed ecco arrivare a tredici anni, con la testa verso l’esame e il cuore per la più bella della classe, i dischi,(dopo oltre all’ormai storico “Enema of the State” dei Blink 182, “Americana” e “Conspirancy of One” degli Offspring, Does it look infected? dei Sum 41 o quelli di Simple Plan e Green Day. Insomma, il meglio del pop punk dell’epoca d’oro. Ed è proprio questa la categoria in cui rientrano brani come “Mine for a Night” e “Personal Disaster” dei romani Hot Dog. Un punk melodico che si allontana dalla componente “classica” del genere evitando urlati, intermezzi noise e distorsioni estreme, ma che infila nella costruzione della canzone sapori e soli simili a quelli del punk rock di mia formazione .. “My Generation” è il pezzo più accattivante: un brano critico, introdotto da una trombetta insolente, ha un’andatura saltellante, presenta un cantato che ricorda quello dei Gogol Bordello, singhiozzante e piatto, spezzato dal ritornello energico e dal successivo assolo. Un punk curato che risente di una buona produzione, particolarmente curato in alcune sue rifiniture, e quindi pop appunto, molto diverso da quello di gruppi storici italiani, come i CCCP, che facevano del DIY un modo di essere e di fare musica,; erano altri tempi…erano altri ambienti,,,,, Il lavoro degli Hot Dog è piacevole e spensierato, e se anche se non di grande innovazione (fatemi un nome negli ultimi dieci anni o’ signori della corte….), sarà una s bella sorpresa poterli ascoltare live! Provare per credere.    Cione

http://www.facebook.com/pages/Hot-Dog-Delicious-Punk/243243865709408


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